Chi deve avere il codice LEI in Italia? Casi e verifiche
· Robert
Chi deve avere il codice LEI? Non tutte le società: il codice serve quando un’operazione soggetta a segnalazione o una richiesta della controparte lo rende necessario. Per una società italiana, i casi da verificare sono soprattutto la negoziazione di strumenti finanziari, i contratti derivati e la fornitura di servizi TIC a entità finanziarie.
Cosa significa in Italia
Una srl che vuole investire la liquidità in obbligazioni tramite la propria banca deve verificare la richiesta del codice LEI prima dell’operazione. La situazione è diversa per una società di software alla quale una banca cliente chiede il codice per il proprio registro delle informazioni DORA: in questo caso, la richiesta riguarda l’identificazione del fornitore TIC. Anche un’impresa commerciale che copre il rischio di cambio con contratti a termine su valute deve considerare gli obblighi di segnalazione dei derivati.
Le società italiane sono iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. L’emittente del LEI verifica i dati identificativi della società rispetto al registro, per esempio tramite il codice fiscale. Conviene quindi controllare i dati della società prima di presentare una richiesta di registrazione.
Per DORA, la Banca d’Italia – Comunicazione sulle tempistiche di trasmissione dei registri DORA indica che le entità finanziarie trasmettono il registro delle informazioni tramite INFOSTAT. La prima raccolta si è svolta nell’aprile 2025; dal 2026 la raccolta è annuale, con scadenza il 15 marzo e dati riferiti al 31 dicembre dell’anno precedente. Si tratta di una scadenza per le entità finanziarie, non di un termine generale entro cui ogni fornitore deve ottenere un LEI.
Per chi deve richiederne uno nuovo, il listino LEIFast per l’Italia, verificato il 5 novembre 2026, indica 49 € per un anno, 135 € per tre anni e 195 € per cinque anni. La quota GLEIF è inclusa; le imposte si aggiungono ove dovute. LEIFast opera come agente di registrazione di WM Datenservice, emittente accreditato da GLEIF: non emette direttamente i codici LEI.
Codice LEI obbligatorio: i casi da verificare
Il LEI è un codice alfanumerico univoco di 20 caratteri basato sulla norma ISO 17442. Ogni codice identifica una sola entità e collega dati di riferimento provenienti da fonti locali autorevoli, consultabili gratuitamente. Questa è la definizione pubblicata da GLEIF – The Legal Entity Identifier (LEI); l’obbligo di usarlo dipende invece dall’attività svolta e dalla norma applicabile.
- Prima di negoziare strumenti finanziari soggetti a segnalazione, chiedete alla banca o al broker se deve acquisire il LEI della società.
- Se la società stipula derivati, verificate come vengono identificati i soggetti nella segnalazione EMIR, anche quando la segnalazione è delegata.
- Se siete un fornitore TIC di un’entità finanziaria, chiarite quali identificativi il cliente richiede per il registro DORA.
| Situazione | Regola in vigore | Chi usa o richiede il codice |
|---|---|---|
| Acquisto o vendita di azioni, obbligazioni, ETF o altri strumenti soggetti a segnalazione | MiFIR e RTS 22: il LEI identifica il cliente persona giuridica nella segnalazione dell’operazione. | La banca o il broker deve ottenere il LEI prima di prestare il servizio che fa scattare la segnalazione. |
| Contratti derivati, compresi i contratti a termine su valute | EMIR prevede la segnalazione dei contratti e l’uso del LEI per identificare le controparti persone giuridiche. | Le controparti e gli altri soggetti indicati nelle regole di segnalazione. |
| Operazioni di finanziamento tramite titoli | SFTR prevede la segnalazione e include i LEI nel formato delle informazioni. | Le controparti tenute alla segnalazione. |
| Servizi TIC forniti a entità finanziarie | DORA prevede l’identificazione dei fornitori persone giuridiche tramite LEI valido e attivo o EUID; per quelli stabiliti fuori dall’Unione può essere usato solo il LEI. | L’entità finanziaria che tiene il registro delle informazioni. |
Per le negoziazioni, il riferimento è il Regolamento (UE) n. 600/2014 (MiFIR), articolo 26, paragrafo 6. Il Regolamento delegato (UE) 2017/590 della Commissione (RTS 22), articolo 13, paragrafi 2 e 3, richiede all’impresa di investimento di ottenere il LEI del cliente prima di prestare il servizio che comporta la segnalazione e di verificarne la corrispondenza al cliente e ai dati della banca dati globale LEI.
Per i derivati, il Regolamento (UE) n. 648/2012 (EMIR), articolo 9, paragrafo 1, prevede la segnalazione dei contratti, delle modifiche e delle cessazioni entro il giorno lavorativo successivo; la segnalazione può essere delegata. Il Regolamento di esecuzione (UE) 2022/1860 della Commissione, articolo 3, prescrive l’uso del LEI per identificare, tra gli altri, una controparte persona giuridica. La controparte 1 e il soggetto responsabile della segnalazione devono inoltre assicurare il rinnovo dei dati di riferimento del proprio LEI secondo le condizioni dell’unità operativa locale accreditata.
Le operazioni di finanziamento tramite titoli, fra cui pronti contro termine e prestiti titoli, rientrano nel Regolamento (UE) 2015/2365 (SFTR), articolo 4. Per i fornitori TIC, il Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2956 della Commissione, articolo 3, paragrafo 5, disciplina gli identificativi nel registro DORA. Se disponibili, l’entità finanziaria indica sia LEI sia EUID. Per approfondire la richiesta rivolta ai fornitori, consultate la guida sul LEI per i fornitori TIC in Italia.
Quando il LEI è richiesto solo se disponibile
Non ogni norma che menziona il LEI obbliga una società a ottenerlo. Il Regolamento (UE) 2023/1113, articolo 4, prevede che le informazioni sui trasferimenti di fondi includano il LEI corrente del pagatore e del beneficiario, se esiste, oppure un identificativo ufficiale equivalente disponibile.
Il Regolamento (UE) 2024/886, articolo 5 quater, paragrafo 1, lettera b, consente alla banca del pagatore di offrire la verifica di un beneficiario persona giuridica usando l’IBAN insieme a un identificativo, come LEI, EUID o codice fiscale. È una possibilità, non un obbligo generale di possedere un LEI.
Il Regolamento (UE) 2024/1624 (AMLR), articolo 22, paragrafo 1, è stato adottato ma si applicherà dal 10 luglio 2027. Prevede che i soggetti obbligati raccolgano il LEI dei clienti persone giuridiche ove disponibile; non impone al cliente di richiederne uno.
Chi normalmente non deve richiederlo
Una società che non svolge attività soggette alle regole descritte e non riceve una richiesta pertinente da una controparte non deve ottenere un LEI soltanto perché è iscritta al Registro delle Imprese. Prima di concludere che il codice non serva, verificate però l’operazione concreta con la banca, il broker o il cliente finanziario. Se la situazione dipende da obblighi specifici, chiedete conferma al vostro consulente o all’autorità competente.
Come verificare e richiedere il codice LEI
- Cercate la società in GLEIF LEI Search, il registro pubblico gratuito. Controllate se esiste già un codice e se il suo stato è ISSUED o LAPSED.
- Se il codice esiste ma risulta LAPSED, valutate il rinnovo dei dati prima di utilizzarlo per una segnalazione. La guida sul LEI scaduto e sul rinnovo in Italia illustra questo controllo.
- Se esiste già un codice e volete cambiare agente di registrazione, considerate il trasferimento di un LEI esistente, senza richiederne uno nuovo.
- Se non esiste un codice, preparate i dati della società e richiedetelo tramite un emittente accreditato per la vostra giurisdizione. GLEIF – Get an LEI: find LEI issuing organizations chiarisce che non occorre scegliere un emittente con sede nel proprio Paese.
Per altri approfondimenti sulle richieste legate al codice, consultate gli articoli LEIFast sul LEI. Se la ricerca pubblica conferma che la vostra società non ha ancora un codice e ne avete bisogno, potete richiedere un nuovo LEI dal modulo d’ordine LEIFast.
Domande
Tutte le società devono avere un codice LEI?
No. Il codice LEI serve quando una norma o una controparte lo richiede, per esempio per operazioni su strumenti finanziari soggette a segnalazione, per la segnalazione di derivati o, in determinati casi, per identificare fornitori TIC nell’ambito di DORA.
Una società ha bisogno del codice LEI per acquistare azioni o obbligazioni?
Sì, se l’operazione è soggetta alla segnalazione prevista da MiFIR. L’impresa di investimento deve ottenere il codice LEI della società prima di prestare il servizio che fa scattare l’obbligo di segnalazione.
Una società italiana può ottenere un LEI tramite un emittente estero?
Sì. Secondo GLEIF, una persona giuridica può rivolgersi a qualsiasi emittente accreditato per la propria giurisdizione, anche se ha sede in un altro Paese.
Una srl che non negozia titoli deve avere un codice LEI?
Non automaticamente. Il codice può servire se la società acquista o vende strumenti finanziari soggetti a segnalazione tramite una banca o un broker, stipula derivati oppure riceve una richiesta come fornitore TIC di un’entità finanziaria nell’ambito di DORA.