Verifica del beneficiario LEI in Italia: quando è possibile
· Robert
La verifica del beneficiario LEI è un’alternativa al consueto confronto tra IBAN e nome del beneficiario, non un obbligo per le imprese di possedere un LEI. Se il beneficiario è una persona giuridica, il controllo tra IBAN e LEI è possibile solo quando il prestatore di servizi di pagamento (PSP) del pagatore offre questa modalità e il PSP del beneficiario dispone dello stesso identificativo. La verifica riguarda i bonifici in euro e fornisce un esito prima dell’autorizzazione.
Cosa significa in Italia
L’Italia fa parte dell’area dell’euro. In base al termine previsto dall’articolo 5 quater, paragrafo 9, del Regolamento (UE) 2024/886 su EUR-Lex, i PSP dell’area dell’euro devono offrire la verifica del beneficiario dal 9 ottobre 2025 per i bonifici ordinari e istantanei in euro. Si tratta di un obbligo per i PSP, non di un obbligo per le imprese di ottenere un LEI.
La Banca d’Italia, nelle informazioni pubblicate il 20 ottobre 2025, conferma che la verifica del beneficiario, o VoP, è obbligatoria dal 9 ottobre 2025 sia per i bonifici ordinari sia per quelli istantanei. Descrive il confronto tra l’IBAN e il nome o un identificativo del beneficiario, con un esito in tempo reale: corrispondenza, mancata corrispondenza, corrispondenza parziale oppure verifica non possibile.
Si pensi a una srl di Bologna che riceve bonifici da clienti tedeschi. Per capire se il proprio LEI possa essere usato nella verifica, deve chiedere al PSP che detiene il suo conto se l’identificativo è registrato nel sistema interno; la possibilità di inviare un controllo tramite LEI dipende anche dal PSP del pagatore. Le informazioni della Banca d’Italia non significano che ogni PSP italiano offra già controlli basati sul LEI.
Un gruppo milanese che invia bonifici cumulativi ai fornitori ha una questione diversa: deve valutare come gestire gli esiti della verifica per gli ordini trasmessi insieme. Le regole sui pagamenti cumulativi sono illustrate più avanti; il punto, per le procedure aziendali in Italia, è distinguere la disponibilità della VoP dalla disponibilità dello specifico controllo tramite LEI.
Verifica del beneficiario LEI: punti essenziali
- La verifica ordinaria confronta l’IBAN con il nome inserito dal pagatore.
- Per una persona giuridica, il controllo alternativo può usare un LEI, un numero fiscale o un altro identificativo idoneo, alle condizioni dell’articolo 5 quater.
- La VoP riguarda i bonifici ordinari e istantanei in euro nell’UE.
- Una mancata corrispondenza avvisa il pagatore, ma non impedisce l’autorizzazione.
- I PSP dell’area dell’euro devono conformarsi dal 9 ottobre 2025; quelli degli Stati membri dell’UE la cui valuta non è l’euro dovranno farlo entro il 9 luglio 2027.
La Banca centrale europea, nella panoramica sul regolamento relativo ai pagamenti istantanei, conferma che la verifica riguarda entrambi i tipi di bonifico in euro.
Cosa prevede la norma prima del bonifico
Il Regolamento (UE) 2024/886 del 13 marzo 2024, relativo ai bonifici istantanei, ha modificato il Regolamento (UE) n. 260/2012. L’articolo 5 quater, paragrafo 1, richiede al PSP del pagatore di offrire la verifica subito dopo aver ricevuto i dati del beneficiario e prima dell’autorizzazione, indipendentemente dal canale usato. Il testo del Regolamento (UE) 2024/886 su EUR-Lex disciplina sia il confronto con il nome sia quello con un identificativo.
Nel controllo ordinario, il PSP del beneficiario verifica su richiesta se IBAN e nome corrispondono. In caso contrario, il pagatore viene avvisato che i fondi potrebbero raggiungere un conto non intestato al beneficiario indicato. La Banca centrale europea distingue gli esiti corrispondenza, corrispondenza parziale, mancata corrispondenza e altro esito.
Il paragrafo 1, lettera b), consente un confronto diverso per una persona giuridica: il PSP del pagatore deve offrire un canale per inviare l’IBAN con un dato che identifichi univocamente il beneficiario, disponibile anche nel sistema interno del PSP del beneficiario. Gli esempi comprendono un numero fiscale, l’identificativo unico europeo (EUID) e il LEI, codice alfanumerico univoco basato sulla norma ISO 17442 e assegnato a un soggetto giuridico.
Indicare un LEI in fattura non basta: il PSP del pagatore deve offrire il canale e quello del beneficiario deve disporre dell’identificativo. La verifica prevista dall’articolo 5 quater è gratuita per gli utenti dei servizi di pagamento e non deve impedire l’autorizzazione.
Come funziona il controllo LEI nello schema EPC
Il regolamento dello schema VOP, versione 1.1, dello European Payments Council (EPC), pubblicato il 16 marzo 2026 ed efficace dal 20 settembre 2026, prevede un codice identificativo alternativo al nome se il PSP richiedente offre il canale e il codice è disponibile al PSP che risponde. Gli esempi comprendono LEI, numero IVA e numero fiscale.
Il PSP richiedente può consultare l’EPC Directory Service per sapere se il PSP che risponde supporta il controllo tramite codice identificativo. Ciò non significa che ogni PSP supporti il LEI: l’impresa deve chiedere quali identificativi il proprio PSP accetta e se quello presso cui detiene il conto ha registrato il LEI.
Per il confronto tra codice identificativo e IBAN, le specifiche API VOP dell’EPC, versione 1.1.1, prevedono questi esiti del PSP che risponde:
- MTCH: corrispondenza.
- NMTC: mancata corrispondenza.
- NOAP: confronto non possibile.
Il campo LEI segue la norma ISO 17442. I codici riguardano il controllo tramite identificativo: un esito VoP generico non prova che sia stato verificato un LEI. Se l’esito è inatteso, occorre chiarire quali dati siano stati inviati e quali identificativi i PSP supportino e detengano.
Bonifici cumulativi, rinuncia e responsabilità
Il paragrafo 6 dell’articolo 5 quater impone ai PSP di permettere agli utenti non consumatori di rinunciare alla verifica quando presentano più ordini di pagamento come pacchetto e di riattivarla in qualsiasi momento. Non impone alle imprese di rinunciare al servizio.
Per i bonifici cumulativi, occorre stabilire chi decide sull’eventuale rinuncia e chi esamina i dati. La VoP informa prima dell’autorizzazione senza bloccare il bonifico: una mancata corrispondenza richiede una verifica interna.
Ai sensi del paragrafo 8, un PSP che ha rispettato l’articolo 5 quater non risponde di un bonifico a un beneficiario non previsto dovuto a un identificativo unico errato. Se il PSP del pagatore viola il paragrafo 1 causando un’operazione eseguita in modo inesatto, deve rimborsare il pagatore senza indugio. Per una controversia concreta, occorre esaminare i fatti con il PSP o un consulente.
Scadenze e verifiche operative
| PSP | Termine previsto dall’articolo 5 quater | Situazione al 18 ottobre 2026 |
|---|---|---|
| Stati membri dell’area dell’euro, inclusa l’Italia | 9 ottobre 2025 | Obbligo applicabile |
| Stati membri dell’UE la cui valuta non è l’euro | 9 luglio 2027 | Obbligo applicabile in futuro |
Sono i termini per i PSP previsti dal paragrafo 9, distinti dalla data di efficacia del regolamento dello schema EPC.
- Controllare i dati: verificare nome e IBAN comunicati ai clienti e registrati per i fornitori.
- Interpellare i PSP: chiedere se quello del pagatore offre il controllo tramite identificativo e se quello del beneficiario conserva il LEI.
- Condividere l’identificativo: se disponibile, comunicarlo al proprio PSP e riportarlo nei documenti di pagamento dove utile.
- Tenere aggiornato il LEI: controllarne i dati e rinnovare il LEI quando necessario.
- Gestire gli esiti: definire chi esamina una mancata corrispondenza o una verifica non possibile prima dell’autorizzazione.
Un’impresa che vuole rendere disponibile il proprio identificativo ai pagatori ma non ne possiede uno può richiedere un LEI. Per gli sviluppi collegati, può consultare gli aggiornamenti normativi LEIFast; il primo passo resta chiedere ai PSP quali modalità di verifica offrono e quali identificativi conservano.
Domande
Serve un LEI per la verifica del beneficiario?
No. La verifica ordinaria confronta l'IBAN con il nome del beneficiario. Per una persona giuridica, il controllo tramite LEI è possibile se il PSP del pagatore offre questa modalità e il PSP del beneficiario dispone del LEI.
Cosa succede se i dati non corrispondono?
Il pagatore riceve un avviso che il denaro potrebbe essere trasferito a un conto non intestato al beneficiario indicato. La verifica non deve impedirgli di autorizzare il bonifico.
Da quando si applica la VoP?
I PSP degli Stati membri dell'area dell'euro devono rispettare l'obbligo dal 9 ottobre 2025. Per i PSP degli Stati membri dell'UE la cui valuta non è l'euro, il termine sarà il 9 luglio 2027.
In Italia la VoP può controllare un identificativo invece del nome?
Sì. Secondo la Banca d'Italia, la verifica riguarda la corrispondenza tra IBAN e nome o identificativo del beneficiario e restituisce un esito in tempo reale. Il controllo tramite LEI resta soggetto alle condizioni previste per gli identificativi.
Fonti
- Regolamento (UE) 2024/886 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024, che modifica i regolamenti (UE) n. 260/2012 e (UE) 2021/1230 e le direttive 98/26/CE e (UE) 2015/2366 per quanto riguarda i bonifici istantanei in euro
- Banca d'Italia - informazioni sulla verifica del beneficiario (VoP)
- ECB - Instant Payments Regulation (EN)
- EPC VOP Scheme Rulebook v1.1 (EN)
- EPC VOP API Specifications v1.1.1 (EN)